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Aggiornato:
01/07/2008
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::Anestesia Locale e Sedazione Cosciente nella Chirurgia del Seno
(visualizza la presentazione in Power Point)::
Mastoplastica di Aumento
consiste nella collocazione di protesi mammarie, contenenti silicone o
soluzione salina, ed e' consigliata non solo per aumentare il volume di
un seno piccolo, ma anche per risollevarlo, quando se ne presenti la
necessita' in conseguenza di una gravidanza o secondariamente ad un
dimagrimento rapido ed importante. All'inserimento delle protesi si
puo' ricorrere anche per eliminare malformazioni, differenze di volume e
forma, e per la ricostruzione del seno dopo l’asportazione chirurgica.
La protesi, quale che sia il contenuto, e' costituita da una superficie
in silicone rugoso, utilizzato per ridurre ulteriormente il rischio di
contrattura capsulare. La forma puo' essere tonda, di spessore
differente (alto e basso profilo), o anatomica, detta anche “a
pera”, per la sua particolare configurazione, anche in questo caso di
volume e spessore diversi. La forma della protesi, cosi' come il suo
spessore, vengono consigliate dal chirurgo in base al tessuto mammario
presente ed alle esigenze delle pazienti.
L'incisione chirurgica viene effettuata attraverso l'areola, nel solco
mammario o per via ascellare (abitualmente non utilizzata dall'Autore).
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Le protesi possono essere collocate al disotto della ghiandola
mammaria o del muscolo pettorale. Anche tale scelta va discussa
insieme alla Paziente in base all'anatomia del soggetto. Attraverso
l'incisione, il chirurgo creera' una tasca immediatamente dietro il
tessuto mammario o dietro il muscolo della parete toracica (muscolo
grande pettorale). Entro questa tasca sara' inserita la protesi, che
verra' successivamente centrata dietro il capezzolo.
Una recente evoluzione tecnica per la mastoplastica additiva
consiste nell'inserimento delle protesi mammarie sotto la fascia del
muscolo pettorale. La tasca viene quindi ricavata in un piano posto
tra la fascia del muscolo, ed il muscolo stesso. Si tratta, cioe',
di un piano piu' profondo rispetto a quello sottoghiandolare .
Questo tipo di intervento permette di dare una copertura maggiore
alla protesi con un migliore effetto estetico. L'unico
svantaggio e' che richiede un tempo piu' lungo per la sua
realizzazione.
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Numerose ricerche internazionali hanno confermato che non esiste un
collegamento tra uso del silicone e tumore del seno, ne' l'inserimento o
la presenza di tali protesi influenzano manovre diagnostiche come la
palpazione o la mammografia. La durata ideale delle protesi attualmente e'
valutabile in almeno quindici anni. L'intervento viene effettuato in
anestesia locale e sedazione, o utilizzando anestesia generale ed, a
richiesta, in regime di Day Hospital. Vengono utilizzati drenaggi che
vengono rimossi la mattina successiva all'intervento quando viene
posizionato un reggiseno elasticizzato da utilizzarsi per i successivi
3-4 giorni. L'attivita' sportiva potra' essere ripresa dopo almeno 20
giorni.
Il postoperatorio e' abbastanza agevole, dovendo solamente far
attenzione a non subire traumi, evitare vigorosi movimenti di escursioni
delle braccia, sollevare pesi. L'impianto retromuscolare puo' causare un
disagio postoperatorio che dura piu' giorni. Si potra' ricominciare a
guidare l'autovettura dopo circa 7-10 giorni. I punti collocati sono
abitualmente riassorbibili e non andranno quindi rimossi.
Analisi necessarie per l'intervento chirurgico:
Emocromo completo, Azotemia, Creatinina, Glicemia, Transaminasi,
Elettroliti, P.T., P.T.T., Fibrinogeno. Elettrocardiogramma (le
analisi e l' E.C.G. hanno una durata media di 4-5 mesi). Si
richiede inoltre una ecografia mammaria da abbinarsi anche a
mammografia per le Signore sopra i 30 anni.
Vantaggi: ottenere il volume desiderato con un intervento
poco invasivo. Risultato stabile nel corso degli anni.
Abitualmente, inoltre, non si ha riduzione della sensibilita'
ed e' possibile allattare. Le protesi si integrano perfettamente
nei tessuti in cui sono impiantate, per cui la paziente non si
sente assolutamente “disturbata” dal materiale, che non viene
rilevato neanche da una accurata palpazione.
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Svantaggi
Fra gli svantaggi vanno considerate le complicazioni possibili, la piu'
temuta a distanza di tempo e' la contrattura capsulare.
Svantaggi
Fra gli svantaggi vanno considerate le possibili complicazioni, la piu'
temuta a distanza di tempo e' la contrattura capsulare.
Quando la protesi viene inserita, intorno ad essa l'organismo forma una
capsula:cio' fa parte del normale processo di guarigione. La capsula puo'
pero' in certi casi contrarsi e costringere l'impianto, dando al seno
una consistenza piu' dura del normale. Questo processo puo' avvenire con
frequenza variabile (attualmente, con le nuove tecniche e materiali,
l'incidenza e' indicata, nella letteratura internazionale, intorno
all'1%). Nei casi piu' severi e' necessario intervenire di nuovo per
indebolire la capsula fibrosa, e talvolta sostituire la protesi
cambiando eventualmente anche il piano anatomico. Alcuni lavori
scientifici suggeriscono che inserire la protesi dietro il muscolo
pettorale puo' ridurre ulteriormente le possibilita' di contrattura
capsulare.
Le complicanze a breve consistono invece nell'ematoma (raccolta di
sangue intorno alla protesi che puo' richiedere la sua rimozione in sala
operatoria) e l'infezione locale ( che puo' addirittura richiedere la
rimozione della protesi, che andra' ricollocata a distanza di alcune
settimane). Ambedue le complicanze sono tuttavia piuttosto rare e
comunque risolvibili.
La durata ideale/teorica delle protesi si aggira mediamente sui 15 anni;
questo e' un dato statistico- sperimentale che non obbliga tuttavia a
sostituirle alla scadenza di tale periodo.
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